Palazzo Mandina Cosa vedere

Via Roma , Pisciotta

Sede dell’attuale Municipio e collocato nel cuore del centro storico pisciottano, Palazzo Mandina prende il nome dalla famiglia del notaio napoletano Gian Benedetto Mandina che, sposando un’ereditiera pisciottana, tale Cornelia Lanzalone, trasferì il prestigioso casato nel Cilento, a partire dal 1500.

Fu nel ‘700 che il palazzo conobbe la magnificenza architettonica tuttora visibile e distintiva: ampio portale in marmo grigio, balaustre in ferro battuto sulle balconate, imponenti timpani ne scandiscono la facciata, conferendole un aspetto austero come competeva al profilo etico e al rango dei Mandina.

A riprova della levatura del casato, il palazzo mescola stili e richiami architettonici di varie poca e provenienza. Per esempio, un chiaro richiamo al gusto rinascimentale si denota sia nelle volte a crociera che scandiscono il percorso della scalinata che nella sapiente alternanza di toni grigi e chiari.

Non mancano, tuttavia, reinterpretazioni del Barocco campano, come la tipica apertura angolare «ad ali di falco» delle balconate interne che danno sull’androne, ispirate al celebre Palazzo Sanfelice di Napoli.

Nel corso dell’assedio dei Turchi (1640) i Mandina seppero resistere strenuamente, a colpi di archibugi, alla violenza degli aggressori, sfruttando appieno la posizione

strategica della loro imponente residenza, posta a controllo della marina e del versante orientale.

Sorte ben diversa toccò al palazzo nell’agosto del 1809, quando irruppero i briganti, incendiandone il pian terreno e costringendo i Mandina a rifugiarsi altrove.

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