Cappella della Mercede Cosa vedere Centro Storico

Via Roma , Pisciotta

La storia della Cappella della Beata Vergine della Purità (della Mercede) di Pisciotta ha inizio nel 1703 per iniziativa di Lucrezia Lancellotto e dei suoi figli, tra cui l'influente arcidiacono don Pietro Cembalo. Edificato accanto al palazzo di famiglia nella zona de "Lo Pennino", l'edificio sacro fu dotato nel corso della prima metà del Settecento di ricche rendite e capitali che ne assicurarono l'autonomia e il diritto di patronato laicale. A metà Settecento, l'estinzione della linea maschile dei Cembalo portò la proprietà nelle mani dei cugini Diego e Francesco Antonio Lancellotti. Questo passaggio coincise con una stagione di splendore artistico per la cappella, che nel 1754 fu rinnovata con un pavimento maiolicato recante lo stemma dei Lancellotti e arricchita dalla preziosa tela della Madonna della Mercede del pittore Paolo de Maio. Trattasi di un prezioso esempio di arte naturalistica della Scuola Napoletana: la Vergine e il Bambino, in atteggiamenti dimessi, di accorata umanità, concedono «mercede» ai soggetti sottostanti, da identificare con umili popolani. Tinte, anatomie e chiaroscuro rientrano in una visione dell’evento sacro profondamente terrena e alla portata di tutti, in una fase in cui la pittura fungeva da strumento catechistico anche per gli analfabeti. Ceduta poi ai Mandina e infine ai Pinto, la deliziosa cappella era un passaggio obbligato per i pescatori che, scendendo a piedi verso la marina, rivolgevano preci e ringraziamenti alla Vergine per gli scampati pericoli o la pesca abbondante. [Estratto rielaborato da “Il Feudo di Pisciotta tra i secoli XVII e XIX di M.Iannone]

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