Cappella del Carmine Cosa vedere Centro Storico Visit Pisciotta

via roma , pisciotta

La Chiesetta del Carmine, citata sin dal 1600, era detta cappella “dell'Annunziata” o conosciuta anche come cappella “della Purità”. Tra il 1728 e il 1746 i vescovi in visita sollecitarono urgenti interventi di risanamento. Il cappellano don Giacomo Pinto promosse dei lavori di restauro, arricchendo la cappella con una nuova tela dedicata alla Beata Maria Vergine. Nel 1768, la struttura fu interamente rinnovata e riconsacrata alla "Congregazione sotto il titolo di S. Maria

del Carmine". Per l'occasione, il maestro stuccatore Dionisio Guida, originario del Vallo di Diano, stuccò l'edificio seguendo un apposito disegno arrivato da Napoli. Durante un violento attacco dei briganti (Agosto del 1809), il piombo dell’organo fu liquefatto per ricavare munizioni e permettere al popolo di difendersi. Poco dopo, per risollevare le sorti del sito, i membri della Confraternita del Carmine, afferenti agli strati più umili, chiesero al sovrano Ferdinando IV di Borbone di poter svolgere in tale oratorio sacro, sebbene privo di rendite, delle funzioni religiose, accollandosi le spese del culto e della manutenzione. In tal senso la chiesetta divenne il punto di raccordo e di rappresentanza dei cosiddetti «ignobili» (i non nobili) che si contrapponevano ai notabili del borgo, gestendo un proprio spazio di culto senza ingerenze.

Negli anni Sessanta del secolo scorso, sulla scia del rinnovamento promosso dal Concilio Vaticano II, gli stucchi e i fregi decorativi furono rimossi: la chiesa assunse così l'aspetto più sobrio che conserva tuttora. [Estratto rielaborato da “Il Feudo di Pisciotta tra i secoli XVII e XIX di M.Iannone]

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